La Motivatrice – settima puntata

In questa settima puntata si parla di “suggestione”.
La parola suggestione deriva dal latino e significa suggerimento. Teniamo bene a mente il significato reale della parola suggestione perché l’essere umano in ogni istante della sua crescita, quotidianità e dell’intera vita, è bombardato da suggestioni, cioè da suggerimenti, che gli vengono impartiti nelle più svariate modalità.

 

La Motivatrice – sesta puntata

La sesta puntata della rubrica “La Motivatrice”
In questa seconda puntata del nuovo anno, si parla di tempo.
Quando si parla di tempo cronologico è bene fare riferimento alla sua gestione ed anche alla sua percezione.
Gestione e percezione sono in qualche maniera correlate, dal momento che quando ad esempio siamo felici o facciamo qualcosa che ci piace, abbiamo la sensazione che il tempo scorra più velocemente.
Progetto senza titolo (1)

La Motivatrice – quinta puntata

Cominciamo questo nuovo anno con i buoni propositi accompagnati però nel nostro caso anche dall’azione.

Quando parliamo di proposito facciamo riferimento a qualcosa che “poniamo prima”, un po’ come la promessa, cioè mettere qualcosa prima.

Per certi versi proposito e promessa sono sinonimi, a prescindere dal destinatario, nel senso che possiamo fare propositi e promesse a noi stessi e ad altri. A conti fatti è un impegno che prendiamo con noi stessi, appunto con noi stessi o con altri.

La Motivatrice – quarta puntata

Oggi parliamo di convinzioni e credenze. Quando parliamo di convinzioni ci riferiamo ad alcuni nostri pensieri che in qualche maniera sono cristallizzati nella loro forma e non subiscono alcuna variazione; le credenze sono più o meno la stessa cosa, ma possiamo dargli una sfumatura più emotiva. Diciamo che le convinzioni appartengono alla mente e le credenze appartengono al cuore. Quando abbiamo una convinzione o una credenza, da li non ci muoviamo. Diventa in qualche modo un nostro costrutto nel quale identificarci e con il quale misurare il mondo e noi stessi.

FATE IL VOSTRO GIOCO

Ho una relazione anche io, una di quelle relazioni che ti costringono a leggere libri sulle relazioni, a fare terapia di coppia, a partecipare ad infiniti seminari di gruppo, nel tentativo di trovare una spiegazione all’infinito ed irrisolto conflitto che in essa si vive.
 
Credo che dopo quattordici anni di questo ed altro ancora, posso anche io essere in grado di dare la mia versione sulla coppia e sulla relazione che in essa si crea.
 
Prima di tutto ho imparato che più è forte l’attrazione per il partner, più è elevato il potenziale evolutivo raggiungibile.
Ciò che spesso si dimentica è che la coppia è fatta di individui, esseri umani singoli, così come singolo è il proprio percorso di crescita e di evoluzione personale.
 
Quando si è all’interno di una relazione molto conflittuale si cade facilmente in ruoli stereotipati sentendosi delle volte vittime, altre carnefici e altre volte colpevoli . Ciò che invece si dimentica è che si è entrambi complici e responsabili, non tanto delle proprie azioni ma della scelta di andare oltre quelle azioni per cercarne il reale motivo alla loro base.
 
La parola complice deriva “dal latino complex e significa ‘coinvolgere’. Quindi “semplicemente” all’interno di una relazione di coppia, vi sono due individui coinvolti e che coinvolgono.
Quando dico che non si è tanto responsabili delle proprie azioni, ma delle scelta di andare oltre ad esse, faccio riferimento al fatto che spesso si agisce senza alcuna consapevolezza di ciò che si compie e in tanti altri casi, anziché agire, si reagisce. Ci si muove all’interno di un territorio completamente sconosciuto utilizzando spesso una mappa, che si è ricevuta in eredità dai nostri genitori, in generale dalla famiglia di origine.
 
Quella forte attrazione che si prova per l’altro nasce dal fatto che ad un certo livello, assolutamente inconsapevole, si riconosce nell’altra persona qualcosa di familiare, qualcosa che vibra con le nostre corde. Non è riconoscimento che nasce dagli occhi o per i più romantici dal cuore, ma nasce dalla coscienza che finalmente trova “l’antagonista” necessario attraverso il quale intraprendere il proprio e personalissimo processo evolutivo.
 
Questa forte attrazione che definiamo “innamoramento” altro non è che la gioia della coscienza che finalmente potrà procedere oltre ed adempiere a quello che è il suo stato e compito naturale, appunto evolvere.
Dopo qualche tempo questa fase si conclude e si dovrebbe cominciare a fare sul serio, ad intraprendere, ognuno per proprie competenze e con la complicità dell’altro, il proprio cammina d’anima, che porterà l’individuo ad un piano diverso da quello iniziale.
 
Ed ecco che “finché morte non ci separi” non fa riferimento alla morte del corpo, alla fine della materia, ma alla conclusione di ciò che si era nel momento dell’incontro, perché le informazioni di dolore che l’altro portava in se ci sono servite per risvegliarci e procedere oltre nella nostra metamorfosi spirituale.
Se questo processo fosse intrapreso da entrambi i partner, non solo la relazione non subirebbe importanti contraccolpi, ma avremmo sempre la possibilità di innamoraci dell’altro, perché ad ogni fase, sarebbe nuovo ai nostri occhi e noi la saremmo ai suoi.
 
Qualcuno potrebbe obiettare con “ non è possibile rimanere costantemente innamorati dell’altro”, ma io aggiungo ed azzardo che ciò che intercorrere tra una fase di innamoramento e l’altra, è proprio l’Amore.
Serve a ben poco ed è assolutamente disfunzionale per se stessi, lamentarsi di come è fatto l’altro, perché l’altro è esattamente il frutto del suo livello di consapevolezza; così come è altrettanto inutile investire energie per chiudere una relazione, perché se siamo ancora al suo interno è perché la nostra coscienza sa che abbiamo ancora bisogno di stare lì e ci congederemo da essa, solo quando avremo maturato la coscienza necessaria per procedere oltre.
 
Come nel gioco dell’oca, se usciamo “per sbaglio” dal flusso della relazione, quando ricominceremo una nuova relazione, ripartiremo da dove abbiamo interrotto quella precedente (ed ecco perché ci innamoriamo di persone simili), perché la nostra anima ha bisogno di strumenti per poter procedere e concludere l’obiettivo che si era prefissata.
 
Siamo spesso erroneamente convinti che l’obiettivo del gioco sia sconfiggere l’altro, mentre ignoriamo completamente che il reale obiettivo del gioco è conoscere e superare ciò che di noi sappiamo, grazie alla complicità del nostro partner.
fate il vostro gioco
 

Luce dello stesso Sole

Il Natale è un po’ di tutto e un po’ di tutti.
E’ l’eterna diatriba tra pandoro e panettone.
L’incerta scelta tra albero e presepe e senza offesa alcuna, vanno bene anche insieme.
E’ quel dubbio ancora vivo, se Babbo Natale sia mai esistito.
E’ lo shopping in centro e il riciclo dei regali.
C’è chi dalla famiglia fugge e chi ad una famiglia ambisce.
Natale fa rima con magia, ma in alcuni casi la sua rima è con nostalgia.
Le luci e i colori, riportano grandi e piccini a mondi incantati.
Gli occhi, anche solo per un giorno riprendono a sognare e quelli più assopiti, per lo meno a sperare.
Quel qualcosa di particolare, pervade cielo, terra e mare.
E’ come se qualcosa di speciale nascesse in ogni cuore, non lo si può vedere e non lo si può toccare, ma con un po’ di attenzione lo si può di certo sentire.
E’ il risveglio dell’ anima collettiva che riprende a brillare sotto la Luce dello stesso Sole.

Un luminoso Natale ai vostri Cuori.

 

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I’M Go(o)d a Natale

Oggi è Natale e se non hai fatto in tempo, era in ristampa, hanno comprato l’ultima copia sotto il tuo naso, nessun problema, puoi regalare “I’M Go(o)d – hai un solo destino, essere divino”, edito da Armando Curcio Editore per l’ultimo dell’anno o in qualsiasi altro giorno.

Così facendo donerai ben più di un libro da leggere, ben più di un regalo da scartare.

Quello che farai sarà dare la possibilità a coloro che ami di intraprendere un viaggio alla scoperta di se stessi, un viaggio che li trasformerà nella versione migliore di sé, riscoprendo quella forza creativa assopita e dimenticata sotto lo strato di dolore del proprio bambino interiore ferito e la propria unicità confusa dal tentativo di renderci tutti uguali.

Buon vento Creatura ❤️

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